PewArk, uno studio di architettura internazionale, si trova al centro di una bufera mediatica dopo uno scandalo legato alla gestione dei bonus crisi da 600 euro durante il periodo Covid. Il problema principale è emerso quando gli architetti, liberi professionisti, sono stati spinti a devolvere il bonus allo studio, con minacce implicite di perdita del lavoro per chi si rifiutava. La situazione è ulteriormente peggiorata a causa della mancanza di intervento da parte dell'ordine degli architetti, che ha lasciato l'impressione di voler proteggere lo studio o di temere una pratica diffusa.
Il tentativo di ripristinare la reputazione dello studio attraverso un rebranding è stato un fiasco. La scelta di cambiare il logo da minuscolo a maiuscolo ha suscitato scherno sui social media, evidenziando una strategia di comunicazione mal concepita. Inoltre, la richiesta ai collaboratori di pubblicare commenti positivi copiati e incollati su Instagram ha ulteriormente danneggiato l'immagine dello studio, facendo sembrare il tutto una mossa disperata e poco professionale.
La chiusura dei commenti sui post è stata la ciliegina sulla torta di una strategia fallimentare. Invece di placare le critiche, ha amplificato la percezione di un'azienda che tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto. La situazione ha generato un backlash, con influencer e media pronti a riportare in auge lo scandalo. La lezione è chiara: la gestione della reputazione richiede competenza e trasparenza, non azioni superficiali che sottovalutano l'intelligenza del pubblico.
In questa Puntata
Quando il rebranding diventa un boomerang: il disastroso tentativo di salvataggio di uno studio di architettura.