Immaginate uno scenario in cui la vostra azienda adotta un'intelligenza artificiale per migliorare le vendite, ma questa, a causa di un'allucinazione, provoca errori catastrofici, come una diagnosi medica sbagliata o un'offerta di prezzi che porta alla bancarotta. Fino a poco tempo fa, ci si sarebbe rivolti all'assicurazione per chiedere danni. Tuttavia, le più grandi compagnie assicurative stanno iniziando a riscrivere i contratti per escludere i danni causati dall'intelligenza artificiale dalle loro polizze. Colossi come AIG, Great American e Berkeley stanno cercando di far approvare dai regolatori americani delle clausole che escludono i danni da AI, poiché considerano questa tecnologia una "scatola nera", troppo imprevedibile per calcolare il rischio.
Il problema non è solo il singolo incidente, ma il rischio sistemico che un errore diffuso di un modello AI potrebbe causare, portando a perdite aggregate che potrebbero destabilizzare l'intero sistema assicurativo. La catena di responsabilità è frammentata: chi paga se un'AI causa un danno? L'azienda che la utilizza, chi ha creato il modello o chi ha fornito i dati di addestramento?
Le polizze tradizionali che coprivano gli errori tecnologici vengono modificate per escludere i danni da AI, creando un vuoto di copertura. Le aziende adottano l'AI per non perdere il passo, ma l'industria assicurativa è in modalità di avversione al rischio, creando una bolla di rischio non assicurato. Alcune compagnie offrono coperture minime, ma è solo teatro della sicurezza, non una vera gestione del rischio.
Per chi si occupa di risk management, la situazione è un incubo. Le aziende adottano una tecnologia potente senza rete di sicurezza finanziaria, e un errore sistemico potrebbe portare al collasso finanziario. L'opacità delle decisioni dei modelli AI frammenta la responsabilità, rendendo l'impatto di un errore potenzialmente esponenziale.
Questo non è solo un problema per le assicurazioni, ma una questione di policy tecnologica. Se l'innovazione non è assicurabile, diventa un lusso per i giganti tech che possono auto-assicurarsi, mentre le PMI restano esposte. Si crea un AI divide basato sulla capacità di sostenere il rischio. La mossa delle assicurazioni è una forma di soft regulation potente, creando standard di rischio che la politica non può ignorare.
Nel frattempo, emerge un nuovo settore per l'auditing e la certificazione degli algoritmi, vendendo fiducia come servizio. L'impatto sulla società è diretto: le aziende potrebbero scaricare il rischio sui consumatori finali o non innovare, rallentando la crescita. Ci stiamo preparando a una tempesta legale, con una battaglia epocale che definirà le future responsabilità delle tecnologie AI.
La ritirata delle assicurazioni è un segnale d'allarme forte: stiamo costruendo un'economia su fondamenta tecnologiche instabili. La domanda non è se l'AI ci ruberà il lavoro, ma chi pagherà i danni quando inevitabilmente causerà problemi. È una questione di policy, responsabilità industriale e diritti dei cittadini.
In questa Puntata
Le principali compagnie assicurative globali stanno escludendo dai loro contratti i danni causati dall'intelligenza artificiale, considerando la tecnologia troppo imprevedibile per essere assicurata. Questo crea un vuoto di copertura che può avere conseguenze catastrofiche per le aziende, specialmente le PMI, che non possono permettersi di auto-assicurarsi. La situazione solleva questioni di responsabilità e regolamentazione, mentre si sviluppa un nuovo settore dedicato all'auditing e alla certificazione degli algoritmi per rendere i sistemi AI assicurabili.