Il governo federale degli Stati Uniti ha designato per la prima volta un'azienda tecnologica americana, Antropic, come rischio per la sicurezza nazionale. La decisione non è scaturita da accuse di spionaggio o backdoor nei sistemi, ma dalla richiesta di Antropic di inserire clausole nel contratto che assicurassero che la sua intelligenza artificiale non sarebbe stata utilizzata per sorvegliare i cittadini americani senza mandato o per azioni letali senza autorizzazione umana. La risposta del governo è stata un categorico rifiuto, portando alla classificazione di Antropic come un pericolo per la sicurezza nazionale e all'esclusione dai contratti federali.
La questione solleva interrogativi cruciali sul potere e sull'uso dell'intelligenza artificiale. OpenAI, altra azienda nel settore, ha firmato un contratto simile con il governo, accettando clausole vaghe che non garantiscono reali limitazioni sull'uso della tecnologia. Questo scenario pone una domanda fondamentale: chi dovrebbe decidere i limiti dell'uso militare dell'intelligenza artificiale, le aziende che la sviluppano o il governo che ne fa uso? L'assenza di clausole vincolanti nel contratto di OpenAI suggerisce che il governo preferisce mantenere ampia discrezionalità nell'uso di queste tecnologie, ignorando le preoccupazioni etiche sollevate da Antropic.
L'uso del "supply chain risk" per un'azienda americana è un precedente pericoloso, come sottolineato da ex dirigenti della CIA e da senatori, che vedono in questa mossa un uso distorto di uno strumento normativo progettato per proteggere contro influenze straniere. La designazione di Antropic come rischio non solo penalizza l'azienda, ma stabilisce un pericoloso precedente legale che potrebbe influenzare il rapporto futuro tra Stato e industria tecnologica. Questo episodio illustra un conflitto di potere tra il governo e le aziende tecnologiche, e mette in discussione chi realmente controlla l'uso delle tecnologie avanzate in una democrazia.
In questa Puntata
Il governo USA rifiuta di garantire che l'IA non spii i cittadini. È un rischio per la democrazia?