L'Autorità italiana per la concorrenza ha aperto un'indagine su Apple, mettendo in discussione la sua politica di backup esclusiva per iCloud. Gli utenti Apple non possono eseguire un backup completo dei loro dispositivi su servizi cloud concorrenti, un fatto che l'autorità considera una scelta intenzionale e non un limite tecnico. Questa mossa segna la prima applicazione del Digital Markets Act in Italia, puntando il dito contro Apple come gatekeeper del mercato digitale.
La denuncia, originata da una segnalazione del 2022, evidenzia come Apple non fornisca le API necessarie per consentire ai concorrenti di offrire un backup completo. Questo comportamento potrebbe violare l'articolo 6 del Digital Markets Act, che impone ai colossi digitali di garantire l'interoperabilità. Nonostante le potenziali implicazioni legali, l'autorità italiana può solo raccogliere prove e inviare il dossier alla Commissione Europea, l'unica in grado di applicare sanzioni.
La questione del backup tocca un aspetto più profondo del potere tecnologico: la capacità di modellare le scelte degli utenti senza che questi se ne rendano conto. L'assenza di opzioni alternative per il backup rende invisibile il controllo di Apple, un controllo che si manifesta solo quando gli utenti cercano di cambiare piattaforma. Questa dinamica sottolinea come la comodità offerta da Apple abbia un prezzo, mantenendo gli utenti legati al suo ecosistema attraverso una "gabbia dorata" di servizi.
In questa Puntata
Apple ti tiene in gabbia con i suoi backup? Scopri perché non puoi mai davvero andartene.