Jacob Coxon, matematico ventisettenne di Cambridge, lascia Antropic e scuote il mondo con un thread su X: la probabilità che l'intelligenza artificiale ci stermini entro dieci anni supera il 10%. La sua denuncia, che ha raccolto milioni di visualizzazioni, ha innescato una serie di reazioni da parte dei leader del settore. Dario Amodei di Antropic, Sam Altman di OpenAI e perfino Elon Musk si uniscono nel richiedere un rallentamento dello sviluppo dell'IA avanzata, una mossa che ha fatto sollevare le sopracciglia di molti osservatori.
La dichiarazione di Coxon non è isolata. Al Wall Street Journal, il capo dell'allineamento di Antropic, Horberinger, conferma che l'intelligenza artificiale potrebbe davvero rappresentare una minaccia esistenziale, mentre Samuel Marx sottolinea che la paura cresce con l'esperienza nel settore. Amodei ammette che incidenti simili a quelli che potrebbero devastare internet sono già accaduti, e propone un piano di valutazione esterna per mitigare i rischi. Tuttavia, la tensione resta alta, con figure politiche come il senatore Bernie Sanders che chiedono un bando totale delle superintelligenze.
In un contesto di corsa globale all'IA, con gli Stati Uniti e la Cina in competizione serrata, il dibattito si sposta verso la necessità di regolamentazione e collaborazione internazionale. Mentre l'Europa ha già iniziato a imporre restrizioni attraverso l'AI Act, le aziende americane cercano di bilanciare innovazione e sicurezza. Il vero nodo resta la natura del rallentamento proposto: un freno reale o una semplice mossa di marketing? La risposta potrebbe cambiare il corso della storia dell'IA.
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Un matematico di Cambridge abbandona Antropic: l'IA ci ucciderà entro dieci anni? Scopri chi è d'accordo.