MARCHIO SONORO: Meloni registra la sua voce, ma il "bersaglio" non sono i truffatori... #1602

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 07.10.2026

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Giorgia Meloni registra la sua voce come marchio sonoro per difendersi dai deepfake: una mossa intelligente o una semplice formalità?
Giorgia Meloni ha deciso di depositare la propria voce come marchio sonoro presso l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale. Questa mossa, apparentemente insolita, nasce dalla necessità di tutelarsi contro l'uso improprio della sua voce nei deepfake, un fenomeno sempre più diffuso che sfrutta software di clonazione vocale per creare contenuti falsi e ingannevoli. L'operazione, confermata da fonti ufficiali, si inserisce in un contesto di crescente sofisticazione delle truffe online, dove la voce di personaggi pubblici viene utilizzata per promuovere piattaforme di investimento fraudolente.

Il marchio sonoro offre una protezione legale che va oltre le semplici denunce per diffamazione. Secondo il regolamento europeo, un marchio sonoro permette al titolare di vietare l'uso della propria voce nel commercio, inclusa la pubblicità di prodotti o servizi. Questo strumento si rivela particolarmente efficace contro le truffe che sfruttano la clonazione vocale per ingannare il pubblico, permettendo una rimozione più rapida dei contenuti illeciti dalle piattaforme digitali.

Inoltre, il Digital Services Act obbliga le piattaforme a rimuovere contenuti illegali una volta segnalati, e il marchio sonoro facilita questo processo. La segnalazione di una violazione del marchio attiva una risposta immediata da parte delle piattaforme, che sono tenute a rimuovere il contenuto senza necessità di un esame giuridico approfondito. Questo rende il marchio un efficace strumento di prevenzione, soprattutto in vista delle elezioni, quando la manipolazione delle informazioni può avere conseguenze significative.

La registrazione del marchio sonoro non solo protegge la voce di Meloni dalle truffe, ma serve anche come deterrente per le piattaforme di clonazione vocale, che inseriscono le voci registrate in liste di "no-go voices", impedendo l'uso non autorizzato. Sebbene i falsari possano continuare a operare, il marchio sonoro riduce significativamente la superficie d'attacco, limitando l'uso illecito della voce di Meloni e proteggendo il pubblico da truffe sofisticate.