"Chi odia paga" emerge come una piattaforma LegalTech innovativa, progettata per combattere l'odio online attraverso un approccio tecnologico e accessibile. La piattaforma offre un percorso guidato di domande e risposte che aiuta gli utenti a identificare il tipo di abuso subito e suggerisce possibili azioni legali. L'obiettivo è rendere la difesa legale più accessibile, abbattendo barriere linguistiche, procedurali ed economiche che spesso impediscono alle persone di esercitare i propri diritti.
Il processo di sviluppo di "Chi odia paga" ha richiesto un anno di lavoro, coinvolgendo un team multidisciplinare di legali e sviluppatori. La sfida principale è stata coniugare il rigore legale con la flessibilità tecnologica, superando le difficoltà di comunicazione tra avvocati e programmatori. La metodologia della piattaforma si basa su un'analisi approfondita delle sentenze giuridiche, permettendo di offrire un feedback legale digitale che, pur non essendo una consulenza legale, fornisce agli utenti una prima comprensione delle loro situazioni.
Il modello di business di "Chi odia paga" si fonda su partnership con compagnie assicurative e grandi aziende, mirando a fornire il servizio gratuitamente agli utenti finali. Questo approccio non solo permette di sostenere economicamente la piattaforma, ma anche di estendere il suo impatto sociale, promuovendo un accesso equo alla giustizia. Francesco Inguscio, co-fondatore, sottolinea l'importanza di un'innovazione significativa che non solo miri al profitto, ma anche a un cambiamento positivo nella società.
🎙️ Ospite: Nicole Monte, avvocato specializzato in diritto alle nuove tecnologie
🎙️ Ospite: Francesco Inguscio, imprenditore e consulente di aziende
In questa Puntata
"Chi odia paga": la piattaforma che promette di democratizzare la difesa dall'odio online. Ma come funziona veramente?