Google ha trasformato il modo in cui consumiamo le informazioni, introducendo risposte dirette generate dall'intelligenza artificiale. Questo cambiamento radicale minaccia di sconvolgere l'equilibrio del web, dove per anni editori e motori di ricerca hanno vissuto in simbiosi. I dati parlano chiaro: le redazioni segnalano un drastico calo del traffico, con perdite tra il 30% e il 60%, mentre Google trattiene i lettori all'interno del suo ecosistema. In Italia, la FIEG ha formalmente denunciato la situazione all'Agicom, definendo la nuova tecnologia di Google un "killer del traffico", mettendo a rischio la sostenibilità economica e il pluralismo dell'informazione.
La questione ha assunto una dimensione europea, con il coinvolgimento dello European Publisher Council e denunce di violazioni del copyright. Mentre alcune aziende tecnologiche pagano licenze per l'uso dei contenuti, Google sembra sfruttare la sua posizione dominante per evitare accordi. La G-Com, autorità regolatoria italiana, è chiamata a valutare se l'AI Mode di Google violi il Digital Services Act, minando la pluralità delle fonti e la libertà di scelta degli utenti. La decisione finale, che potrebbe portare a una procedura comunitaria, è attesa nei prossimi mesi.
Il dibattito si estende oltre le aule dei tribunali. Da un lato, Google sostiene che l'AI fornisce semplici dati, lasciando ai giornalisti il compito di analizzare e approfondire. Dall'altro, emerge una critica all'industria editoriale, accusata di aver trascurato l'approfondimento in favore di un'informazione superficiale. Gli utenti, intanto, sembrano accontentarsi di risposte rapide e sintetiche, mettendo in discussione il valore dell'informazione tradizionale. La vera domanda non è chi vincerà tra Google e gli editori, ma quanto siamo disposti a investire per un'informazione di qualità.
🎙️ Ospite: Massimiliano Capitanio, commissario Agicom
In questa Puntata
Google sta uccidendo il giornalismo o siamo noi a non voler più leggere? Scopri l'impatto dell'AI sulle notizie.