OpenAI e Google hanno presentato una richiesta al governo degli Stati Uniti per legalizzare il training delle intelligenze artificiali su opere coperte da copyright, sostenendo che il divieto minaccia la sicurezza nazionale e favorisce la Cina. Questa mossa, che punta a mantenere la leadership globale nell'AI, solleva interrogativi sulla legittimità del "fair use" e sulla reale motivazione economica dietro la proposta. OpenAI propone anche una legge federale per uniformare le normative statali, evidenziando le sfide comuni con l'Europa in termini di frammentazione legislativa.
Nel frattempo, la Corte d'Appello di Washington ha ribadito che il copyright richiede un intervento creativo umano, negando la protezione legale a opere generate esclusivamente da intelligenza artificiale. Questo caso, che coinvolge poesie create da AI, sottolinea l'importanza del contributo umano nel processo creativo per ottenere diritti d'autore. La decisione ha implicazioni significative per la protezione delle opere AI negli Stati Uniti e potenzialmente a livello globale.
La Cina ha introdotto una normativa per etichettare obbligatoriamente i contenuti generati da intelligenza artificiale, imponendo etichette visibili e metadati immutabili per garantire la tracciabilità. Questo regolamento, che entrerà in vigore a settembre, rappresenta un approccio rigoroso al controllo dei contenuti AI, con un enforcement severo per chi non si conforma. La mossa della Cina potrebbe influenzare le politiche globali sulla gestione e la trasparenza dei contenuti generati da AI.
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"OpenAI sfida il copyright: rivoluzione o caos per l'intelligenza artificiale?"