Bruxelles si prepara a un'ondata di campagna elettorale in cui l'intelligenza artificiale potrebbe giocare un ruolo cruciale. Mentre alcuni sperano che AI possa migliorare i programmi elettorali e la narrazione politica, la realtà più probabile è un aumento delle fake news. Gli algoritmi sono ormai capaci di generare contenuti quasi indistinguibili dalla realtà, sollevando preoccupazioni su come queste tecnologie possano essere sfruttate per manipolare l'opinione pubblica.
Le soluzioni proposte, come il watermarking e il labeling, promettono di identificare i contenuti creati dall'intelligenza artificiale. Tuttavia, questi sistemi presentano vulnerabilità significative. Gli attacchi "adversarial" potrebbero non solo rimuovere i watermark, ma anche aggiungerli a contenuti reali, creando confusione e minando la fiducia nel materiale autentico. Inoltre, mentre le grandi aziende potrebbero implementare tali misure, gli attori più piccoli e agili, con risorse sufficienti, potrebbero facilmente aggirarle.
La distinzione tra disinformazione organizzata e amatoriale è fondamentale. Mentre i sistemi di watermarking potrebbero ostacolare creatori occasionali, le entità con risorse economiche rilevanti, come stati o grandi organizzazioni, potrebbero facilmente eludere queste misure. L'open source, pur essendo una risorsa preziosa, permette modifiche che possono bypassare le protezioni, dimostrando che le soluzioni attuali non sono sufficienti a risolvere il problema della disinformazione strutturata.
In questa Puntata
L'intelligenza artificiale rivoluzionerà le elezioni o le trasformerà in una giungla di fake news?