KHABY LAME, 900 MILIONI E CLONI: un avatar per la libertà o nuova schiavitù digitale? #1522

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 30.01.2026

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In questa Puntata

Kabilame non ha guadagnato 900 milioni dalla vendita della sua società, ma ha scambiato azioni con Rich Sparkle Holdings, una società di Hong Kong. L'accordo include la cessione dei suoi dati biometrici per la creazione di un avatar AI, sollevando questioni sull'identità digitale e il suo valore commerciale. Questo episodio esplora le implicazioni di tali operazioni finanziarie e l'emergente mercificazione dell'identità personale.
Kabilame, noto influencer, non ha venduto la sua società per 900 milioni di dollari come inizialmente riportato. In realtà, ha scambiato le sue quote societarie con azioni di Rich Sparkle Holdings Ltd, una società di Hong Kong specializzata nella stampa di documenti finanziari. Questo scambio ha generato un'operazione di buzz marketing che ha fatto esplodere i social media, ma che non ha portato alcun guadagno immediato a Kabilame. Le azioni della società hanno subito fluttuazioni significative, perdendo valore nelle prime ore dopo l'annuncio.

Dietro questa operazione, c'è un aspetto più interessante: Kabilame ha ceduto i suoi dati biometrici e comportamentali per creare un avatar digitale che possa operare 24 ore su 24, vendendo prodotti in streaming in tutte le lingue. Questo rappresenta un'evoluzione della figura dell'influencer, permettendo a Kabilame di essere presente ovunque senza limiti fisici. Tuttavia, solleva interrogativi sull'identità digitale come asset aziendale e le sue implicazioni legali ed etiche.

La strategia di presentare questa operazione come un successo finanziario è stata un esempio di buzz marketing, simile alle pratiche di "pump and dump" nel mercato azionario. Questo tipo di operazioni sfrutta l'euristica della disponibilità, inducendo il pubblico a credere nella probabilità di eventi basati su esempi passati. Tuttavia, la vera novità è l'uso degli avatar AI per influencer e celebrity, che sta diventando sempre più comune. Questi avatar possono sostituire i testimonial tradizionali, offrendo una presenza costante e controllata.

Le questioni legali e di tech policy emergono quando si considera chi è responsabile se un avatar AI danneggia la reputazione della persona reale o se l'avatar può agire in contrasto con l'originale. Questo scenario apre un dibattito su diritti d'autore, protezione dei dati e filosofia dell'identità. È essenziale che i creator considerino i loro dati biometrici come asset strategici, leggendo attentamente i contratti per evitare che vengano utilizzati senza il loro consenso.

La mercificazione dell'identità è l'ultima frontiera del capitalismo digitale, dove l'identità stessa diventa un bene negoziabile. Kabilame ha scelto di creare un clone AI per liberarsi dalla schiavitù del content creation, ma questo solleva la domanda se stiamo realmente risolvendo il problema o semplicemente esternalizzando la schiavitù. La scelta di cosa vendere e cosa mantenere diventa cruciale in un mondo dove l'identità può essere scambiata come una commodity.