LICENZIATA PER PHISHING: cadere in una truffa può fare licenziare? La cassazione dice SÌ. #1543

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 25.03.2026

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In questa Puntata

Licenziata per phishing: incompetenza o negligenza? Scopri la verità dietro la sentenza che ha fatto discutere.
La Corte di Cassazione ha recentemente emesso una sentenza che ha sollevato un polverone mediatico, riguardante il licenziamento di un'impiegata amministrativa dopo essere caduta vittima di una truffa di phishing, con un danno di 15.800 euro per l'azienda. Contrariamente alla narrativa diffusa, la sentenza non si focalizza sulla mancanza di formazione anti-phishing, ma piuttosto sulla mancanza di diligenza professionale dell'impiegata, che per oltre 30 anni aveva gestito la contabilità senza problemi. La Cassazione ha sottolineato che, con un'esperienza così vasta, ci si aspetta una maggiore accortezza e la capacità di riconoscere segnali evidenti di frode, indipendentemente dalla formazione specifica ricevuta.

Il caso ha evidenziato come il confine tra essere vittima di una truffa informatica e essere negligenti nel proprio lavoro possa essere sottile. La truffa, una classica Business Email Compromise, presentava errori evidenti che avrebbero dovuto insospettire chiunque, come la mancata conoscenza dei codici SWIFT da parte del presunto mittente, il presidente della società. La sentenza stabilisce che la diligenza professionale ordinaria è la prima linea di difesa contro le frodi, e non può essere sostituita da una formazione tecnica.

Inoltre, la sentenza ha chiarito che le sanzioni contrattuali previste non si applicano quando il danno è significativo, e che precedenti episodi di negligenza possono pesare sulla valutazione della gravità della condotta. Questo caso dovrebbe far riflettere chi lavora in ambito amministrativo sull'importanza di verificare le richieste di pagamento tramite canali diversi e di seguire procedure aziendali rigorose. La Cassazione ha tracciato un confine chiaro tra negligenza e vittimizzazione, ponendo l'accento sulla responsabilità individuale nel prevenire le frodi.