Negli Stati Uniti, un sondaggio di Verasite ha rivelato che il 69% degli americani sarebbe favorevole a espropriare il 50% delle azioni delle grandi aziende di intelligenza artificiale a favore di un fondo pubblico. Questa sorprendente statistica emerge nonostante una storica sfiducia nei confronti del governo federale, evidenziata da decenni di sondaggi che indicano lo Stato come la principale minaccia per il futuro del paese. L'idea di un fondo sovrano, simile a quello proposto dal senatore Bernie Sanders, solleva interrogativi su come gli Stati Uniti, notoriamente resistenti all'intervento statale, possano considerare una simile redistribuzione.
Il modello di fondo sovrano proposto da Sanders si ispira all'Alaska, dove i proventi del petrolio vengono distribuiti ai cittadini. Tuttavia, l'applicazione di questo modello all'intelligenza artificiale solleva critiche, poiché la conoscenza e i dati, a differenza delle risorse naturali, non si esauriscono. La proposta di legge S4825 prevede che le aziende emettano nuove azioni per raggiungere una quota del 50% detenuta dal governo, ma lascia aperti problemi di valutazione e incentivi distorti che potrebbero portare a manipolazioni finanziarie.
La discussione si estende oltre i confini americani. In Norvegia, un fondo sovrano già possiede una parte significativa delle azioni di aziende tecnologiche globali, mentre nei paesi del Golfo, i fondi sovrani si concentrano sull'acquisizione di infrastrutture AI. Intanto, in Europa e altrove, si discute su come meglio regolamentare e distribuire i benefici dell'intelligenza artificiale. La questione centrale rimane: chi decide il valore e il controllo delle risorse generate dall'AI? È una domanda che richiede una risposta urgente mentre il mondo affronta una trasformazione tecnologica senza precedenti.
In questa Puntata
"Espropriare il 50% delle aziende AI: follia o necessità? Scopri perché gli americani ci stanno pensando."