La Commissione Europea ha classificato ChatGPT come un motore di ricerca di grandi dimensioni, una mossa che ha sollevato numerose domande sulla natura e sull'uso del popolare chatbot. Questa decisione, ufficializzata il 31 agosto, implica che ChatGPT dovrà conformarsi agli obblighi del Digital Services Act (DSA), lo stesso regolamento che già disciplina giganti come Google e Meta. La classificazione come Very Large Online Search Engine (VLOSE) non si basa su come ChatGPT è costruito, ma su come viene utilizzato dai cittadini europei, una distinzione cruciale che cambia il panorama della regolamentazione dell'intelligenza artificiale.
Con oltre 149 milioni di utenti attivi al mese solo in Europa, ChatGPT supera di gran lunga la soglia dei 45 milioni fissata dal DSA. OpenAI avrà quattro mesi per adattarsi a una serie di requisiti stringenti, tra cui la valutazione dei rischi sistemici legati alla diffusione di contenuti illegali, la protezione dei diritti fondamentali e l'impatto sui processi elettorali e sulla salute pubblica. La Commissione Europea potrà ora esaminare da vicino il funzionamento del servizio, richiedendo trasparenza sui dati e la possibilità di interventi straordinari in caso di crisi.
La decisione di Bruxelles non riguarda solo l'Europa. L'effetto Bruxelles, fenomeno per cui le normative europee influenzano le pratiche globali, significa che le modifiche imposte a ChatGPT potrebbero riflettersi anche in altre regioni, come Asia e Stati Uniti. Questo potrebbe portare a un adattamento globale del servizio, visto che la creazione di versioni diverse per ogni mercato risulterebbe troppo onerosa. La mossa dell'Europa potrebbe segnare l'inizio di una nuova era di regolamentazione per le intelligenze artificiali, con implicazioni significative per la privacy e la sicurezza degli utenti.
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ChatGPT è davvero un motore di ricerca? La Commissione Europea ha deciso di sì, ecco cosa significa per OpenAI e per te.