In una serata di aprile a San Francisco, un dirigente di Antropic ha portato a cena un gruppo di teologi e studiosi di religione, sollevando una questione che va ben oltre il menu degustazione: Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato dall'azienda, può essere cosciente o avere uno status morale? Questo interrogativo ha spinto Antropic a dialogare con studiosi di varie fedi, mentre il Vaticano, sotto la guida di Leone XIV, preparava un'enciclica sull'intelligenza artificiale. Il documento, presentato il 25 maggio 2026, ha chiuso la porta a queste speculazioni, affermando che le intelligenze artificiali non possiedono coscienza morale.
Dietro le quinte, Chris Ola, co-fondatore di Antropic, ha cercato di influenzare il Vaticano per tenere aperto il dibattito sulla coscienza delle macchine. Tuttavia, l'enciclica ha ribadito che le IA non vivono esperienze e non hanno un corpo, quindi non possono avere una coscienza morale. Questa posizione ha implicazioni profonde per la responsabilità legale delle aziende tecnologiche: se le macchine avessero una coscienza, potrebbero essere considerate responsabili delle loro azioni, sollevando i produttori da parte della responsabilità.
Il concetto di "dono" gioca un ruolo cruciale in questo contesto. Marcel Mauss, antropologo francese, ha descritto come i regali creino obblighi sociali. Antropic, attraverso piccoli gesti come la consegna di una tazza da caffè, potrebbe cercare di influenzare i teologi, sperando che questi ultimi mantengano aperto il dialogo sulla coscienza delle macchine. Tuttavia, il Vaticano ha resistito a tali influenze, riaffermando un approccio più tradizionale e cauto verso le intelligenze artificiali.
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Antropic e il Vaticano: può un'IA avere un'anima? Scopri il dibattito che potrebbe cambiare il futuro delle macchine.