L'Europa si trova di fronte a una svolta storica con l'approvazione di un decreto legge spagnolo che consente lo spegnimento di internet in caso di disordini. Questo provvedimento, firmato da quasi tutte le forze politiche spagnole, assegna all'Istituto di Crittografia Nazionale, parte dei servizi segreti, il potere di disconnettere la rete, bypassando il controllo giudiziario. La misura, giustificata come reazione agli eventi in Catalogna, rappresenta un pericoloso precedente per la libertà di espressione nel continente.
Il decreto spagnolo solleva interrogativi su come i governi possano utilizzare la tecnologia per controllare il dissenso. In passato, simili azioni in paesi come Tunisia e Turchia hanno suscitato scandalo internazionale, ma la reazione europea alla mossa della Spagna è stata sorprendentemente silenziosa. Questa indifferenza potrebbe aprire la strada ad altri governi europei per adottare misure simili, minacciando i principi democratici fondamentali.
La possibilità di spegnere internet senza supervisione giudiziaria è una minaccia che dovrebbe allarmare chiunque, indipendentemente dall'orientamento politico. Internet è diventato uno strumento cruciale per la costruzione del consenso e l'espressione del dissenso, come dimostrato dalle recenti manifestazioni pacifiche in Italia. È cruciale avviare un dibattito europeo sull'opportunità di tali misure, che rischiano di compromettere la democrazia.
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La Spagna spegne internet per sedare il dissenso: una nuova era di censura in Europa?