690. Ancora cavolate sulla BLockChain...

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 18.02.2020

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In questa Puntata

La blockchain certifica davvero la tua pasta? Scopri perché è solo marketing.
La blockchain viene spesso presentata come la soluzione definitiva per certificare la filiera produttiva dei beni, ma la realtà è ben diversa. Nel caso del lancio di una pasta "certificata" tramite blockchain, emerge un problema cruciale: la blockchain non può certificare nulla che non sia già nato al suo interno. La tracciatura dei passaggi nella filiera è una cosa, ma la certificazione richiede un controllo fisico e tangibile che la blockchain, di per sé, non può fornire.

La distinzione tra tracciatura e certificazione è fondamentale. La tracciatura permette di registrare passaggi e controlli, ma la certificazione richiede test fisici e chimici per confermare la natura di un prodotto. La blockchain può garantire l'inalterabilità di dati inseriti, ma non può prevenire manipolazioni alla fonte o nel mondo fisico. La fiducia nelle dichiarazioni di chi inserisce i dati rimane imprescindibile, e la blockchain non può sostituirla.

L'idea che la blockchain possa certificare prodotti fisici è un fraintendimento o una strategia di marketing ingannevole. Anche con l'uso di oracoli per garantire identità e timestamp, la blockchain non può attestare la veridicità di un oggetto fisico. In definitiva, chi sostiene il contrario o non comprende il funzionamento della tecnologia o sta cercando di vendere un'illusione. È essenziale non farsi abbindolare dalle dichiarazioni di PR e mantenere un approccio critico verso queste promesse tecnologiche.