L'applicazione in questione non è obbligatoria e non impone restrizioni a chi decide di non utilizzarla. L'idea alla base è di fornire un sistema di segnalazione per i cittadini che potrebbero essere entrati in contatto con persone positive al virus. Tuttavia, l'app non è in grado di prevedere il futuro o avvertire in anticipo di un possibile contatto con un infetto. Questa funzione è impossibile, dato che le persone infette dovrebbero essere in quarantena e non in movimento.
Attualmente, l'app non esiste ancora in forma definitiva; sono disponibili solo alcune specifiche tecniche che descrivono il protocollo di contact tracing. Questo protocollo opera retroattivamente, avvisando gli utenti dei contatti avuti con persone risultate successivamente positive. L'app potrebbe risultare utile, considerando il lungo periodo di incubazione del virus, permettendo di avvisare chi potrebbe essere stato esposto a un rischio di contagio.
Nonostante le potenzialità dell'app, resta incerto come verrà implementata e quali saranno le sue effettive capacità di influire sulle libertà individuali. La possibilità di imporre quarantene o di richiedere test diagnostici dipenderà dalla capacità del sistema sanitario di effettuare tamponi su larga scala. La comunicazione errata riguardo alle funzionalità dell'app da parte delle autorità solleva preoccupazioni, evidenziando la necessità di una maggiore chiarezza e comprensione da parte dei rappresentanti istituzionali.
In questa Puntata
Un'app che non esiste ancora può davvero prevedere i contatti con i positivi? Scopriamo le verità nascoste.