Ogni giorno, milioni di persone creano contenuti online, dai post sui blog ai video, affidandosi a un patto non scritto con piattaforme come Google per ottenere visibilità. Tuttavia, cosa succede quando questa dinamica si rompe? La Commissione Europea ha avviato un'indagine antitrust formale contro Google, accusandola di utilizzare i contenuti di editori web e creatori di YouTube per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale generativa, come quelli che forniscono risposte AI nei risultati di ricerca, senza alcun permesso esplicito o compensazione equa.
Il problema principale è l'assenza di una scelta significativa per gli editori, che non possono permettersi di dire no a Google senza subire gravi conseguenze sulla loro visibilità e, di conseguenza, sulla loro sopravvivenza economica. Questa dipendenza strutturale viene vista come una forma di abuso di potere. Il caso non si basa sulla legge sul diritto d'autore, ma sull'Articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, che proibisce l'abuso di posizione dominante.
La situazione attuale è vista come una nuova forma di capitalismo della sorveglianza, dove non si tratta più solo di raccogliere dati comportamentali, ma di appropriarsi della creatività e della conoscenza umana come materia prima gratuita per l'AI. Le politiche di YouTube, ad esempio, impediscono a terze parti di utilizzare i suoi contenuti per addestrare AI concorrenti, creando un vantaggio competitivo ingiusto.
Questa indagine non avviene in un vuoto, ma è parte di una strategia digitale più ampia dell'Europa, che include il Digital Market Act e l'AI Act, per costruire un futuro digitale più equo. Il messaggio di Bruxelles è chiaro: l'innovazione AI non può essere solo una corsa sfrenata che distrugge intere industrie creative e il principio di competizione leale.
Se il giornalismo e le opere creative non sono più sostenibili economicamente perché il valore viene estratto senza ricompensa, la qualità dell'informazione online degraderà. L'Europa si sta posizionando per ristabilire un po' di valore e costruire le prime piattaforme per far pagare agli utenti dell'"oro" digitale. Questo non è solo una battaglia legale, ma una negoziazione sul futuro dell'economia di Internet.
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La Commissione Europea ha avviato un'indagine antitrust contro Google, accusandola di abusare della sua posizione dominante per utilizzare i contenuti di editori e creatori di YouTube per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale senza permesso o compensazione. Questo caso solleva questioni cruciali sulla sostenibilità economica delle industrie creative e sulla necessità di un'equa competizione nell'era digitale.