La tecnologia deepfake, un tempo riservata a pochi esperti, è ora accessibile a chiunque con pochi euro, sollevando preoccupazioni sulla sua potenziale pericolosità. Queste applicazioni permettono di creare video falsi incredibilmente realistici, mettendo a rischio la reputazione delle persone. I deepfake sono già stati utilizzati in casi di revenge porn e per diffondere disinformazione politica, come dimostrano i falsi proclami attribuiti a figure come Zelensky e Putin.
La consumerizzazione dei deepfake ha reso questa tecnologia facilmente disponibile per scopi legittimi, come la creazione di contenuti pubblicitari personalizzati o il miglioramento della didattica. Tuttavia, la mancanza di regolamentazioni adeguate e la possibilità di abuso rappresentano un rischio significativo. Le piattaforme che offrono questi servizi spesso non verificano se l'utente abbia il diritto di utilizzare le immagini o i video caricati, sollevando questioni legali e etiche.
La questione si complica ulteriormente con l'introduzione di tecnologie che permettono di replicare la voce di una persona da semplici registrazioni, come il servizio di Amazon Alexa. Questo potrebbe essere usato per scopi benevoli, come far leggere fiabe ai nipotini da nonni defunti, ma apre la porta a potenziali abusi. La necessità di una regolamentazione più rigida è evidente, poiché la diffusione massiccia di queste tecnologie a basso costo potrebbe trasformarle in armi di distruzione della reputazione su larga scala.
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La tecnologia deepfake è un'arma a doppio taglio: creatività o pericolo per la reputazione?