Immaginate di trovarvi in autostrada, fermati per una multa per eccesso di velocità. Mentre una persona normale potrebbe contestare o pagare la multa, Elon Musk ha reagito in modo decisamente diverso quando la Commissione Europea ha multato X per 120 milioni di euro. Invece di una difesa legale, Musk ha risposto con una crisi isterica, accusando la Commissione di essere il "quarto Reich" e cancellando l'account pubblicitario della stessa su X.
Le accuse della Commissione si basano su tre punti chiave. Primo, il design ingannevole della spunta blu. Musk ha trasformato il simbolo di verifica dell'identità, noto per la sua affidabilità su Twitter, in un semplice indicatore di abbonamento a pagamento, esponendo gli utenti a potenziali truffe. Secondo, la mancanza di trasparenza nella pubblicità. X non fornisce un archivio pubblicitario trasparente, rendendo impossibile sapere chi paga per le inserzioni e chi viene targettizzato, violando così le norme del DSA. Terzo, l'ostacolo alla ricerca accademica. X ha bloccato l'accesso ai dati per i ricercatori, impedendo analisi indipendenti sull'algoritmo della piattaforma.
La reazione di Musk è stata un manuale di "Karenismo", culminando in dichiarazioni incendiarie contro l'Unione Europea e un attacco coordinato da parte dell'amministrazione Trump, che ha trasformato una questione di regolamentazione in una guerra culturale. Questo scontro mette alla prova la capacità dell'Europa di mantenere la sua posizione di fronte al bullismo di una grande azienda tecnologica americana e solleva interrogativi sul futuro della democrazia e della trasparenza nel mondo digitale.
In questa Puntata
Elon Musk e la sua gestione di X sono al centro di una tempesta mediatica e legale dopo una multa di 120 milioni di euro dalla Commissione Europea per violazioni del Digital Services Act. Le accuse riguardano il design ingannevole della spunta blu, la mancanza di trasparenza nella pubblicità e l'ostacolo alla ricerca accademica. La reazione di Musk, definita come una crisi isterica, ha sollevato un dibattito sulla libertà di parola e sul potere delle grandi aziende tecnologiche.