PER COSA USIAMO LA AI? Per farci compagnia e raccontarci storie... #1511

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora

Copertina del video: PER COSA USIAMO LA AI? Per farci compagnia e raccontarci storie... #1511

In questa Puntata

L'utilizzo reale dell'intelligenza artificiale si discosta dalla narrazione ufficiale di produttività, rivelando un ampio impiego per il gioco di ruolo e la creazione di storie. I modelli open source mostrano un crescente utilizzo per la programmazione e un significativo aumento della presenza di modelli cinesi. L'analisi evidenzia l'importanza di comprendere le motivazioni dietro l'uso dell'AI, che spesso soddisfa bisogni affettivi e creativi più che cognitivi.
Negli ultimi tempi, l'intelligenza artificiale è stata presentata come uno strumento per migliorare la produttività, ma i dati raccontano una storia diversa. Uno studio di Open Router, che ha analizzato 100 mila miliardi di token generati da modelli di AI, evidenzia che oltre il 50% dell'uso di modelli AI open source è destinato al gioco di ruolo e allo storytelling creativo. La programmazione rappresenta la categoria in più rapida crescita, coprendo quasi il 50% dell'utilizzo nell'ultimo anno. Inoltre, i modelli cinesi hanno triplicato la loro quota di mercato, segnando un cambiamento significativo nel panorama globale.

L'interazione con l'AI sta diventando sempre più complessa, con richieste che si trasformano in compiti articolati. La fedeltà degli utenti a un modello è influenzata dall'efficacia nella risoluzione di problemi specifici, piuttosto che dal costo. Questo fenomeno, noto come effetto Cenerentola, dimostra che un modello che risolve un problema in modo eccellente crea un legame duraturo con l'utente.

Il divario tra l'uso reale dell'AI e la narrazione comune rappresenta un esempio di fallacia della narrazione, dove storie semplici sono preferite a dati complessi. L'AI viene utilizzata per soddisfare bisogni affettivi e di integrazione sociale, oltre che per la produttività. Questo porta a una biforcazione del mercato tra modelli ottimizzati per il settore enterprise e un mercato consumer basato su creatività e intrattenimento.

L'emergere di modelli cinesi e di altri attori non occidentali evidenzia una frammentazione culturale nell'AI, che si adatta alle diverse narrazioni e set valoriali delle culture globali. Il futuro dell'interazione uomo-macchina si baserà non solo sulla capacità dell'AI di rispondere correttamente, ma sulla sua abilità di mantenere conversazioni coerenti e di eseguire compiti complessi.

La regolamentazione attuale sembra concentrarsi sulla sostituzione del lavoro, mentre il vero impatto sociale potrebbe derivare dalle relazioni paraseciali con l'AI. L'industria dovrebbe considerare l'AI non solo come strumento di efficienza, ma anche come mezzo per soddisfare bisogni creativi e di compagnia. Gli investitori dovrebbero guardare oltre le metriche di performance tradizionali e considerare l'importanza di creare esperienze coinvolgenti.

Infine, l'AI sta reinventando il nostro modo di interagire, rivelando una sete di creatività e interazione che la società moderna non riesce più a soddisfare. La tecnologia, lungi dall'essere neutrale, riflette i nostri desideri più profondi, e il suo utilizzo per raccontare storie e creare connessioni umane rappresenta forse il vero fine del progresso tecnologico.