Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia ci circonda e ci offre accesso a una quantità di conoscenze quasi infinita. Tuttavia, stiamo perdendo la capacità di generare pensieri originali. L'intelligenza artificiale, anziché creare un futuro nuovo, si limita a ricombinare il passato, producendo copie sbiadite di ciò che già esiste. Questo fenomeno lo vediamo chiaramente con progetti come il Next Rembrandt, che ha analizzato centinaia di opere dell'artista per crearne una nuova, o con algoritmi che ricostruiscono discorsi mai pronunciati, come quello di John Fitzgerald Kennedy.
Queste non sono semplici falsificazioni, ma simulazioni inautentiche che minano la nostra capacità di apprendere attraverso l'esperienza diretta. Il modello di Dreyfus e i concetti di conoscenza tacita di Polanyi evidenziano come stiamo sacrificando la saggezza pratica per un'efficienza apparente. Gli algoritmi, che trattiamo come oracoli, non fanno altro che ribollire nei nostri bias, riflettendo i nostri stessi errori cognitivi.
L'analisi di Luciano Floridi sull'intelligenza artificiale come creatrice di ectipi è devastante, perché implica una crisi epistemologica. Stiamo entrando in un regime di sorveglianza dove l'algoritmo diventa il carceriere, addestrandoci all'irrilevanza. Questo sistema, descritto da Shoshana Zuboff, ci trasforma in surplus comportamentale, rendendoci materia prima per il sistema stesso.
Per sopravvivere in questo contesto, è fondamentale iniettare umanità nell'intelligenza artificiale, trattando ogni suo output come un semilavorato e aggiungendo la nostra esperienza personale. Dobbiamo anche allenare il nostro giudizio critico, isolando problemi complessi e affrontandoli senza l'ausilio della tecnologia. Infine, è cruciale validare le fonti delle informazioni fornite dall'intelligenza artificiale e cercare attivamente l'antitesi delle nostre idee, per evitare di diventare complici del nostro declassamento a semplici ectipi biologici.
In questa Puntata
L'episodio esplora il paradosso della tecnologia moderna, che offre accesso a conoscenze infinite ma compromette la nostra capacità di pensare in modo originale. Attraverso esempi di intelligenza artificiale che ricombina il passato, si evidenzia come questa tecnologia possa minare la creatività umana e la saggezza pratica, trasformando gli individui in semplici ingranaggi di un sistema che privilegia la mediocrità.