Durante i festeggiamenti di Capodanno a Cranmontana, un incendio in un locale frequentato da adolescenti ha causato una tragedia. Numerosi video dell'incidente, girati dai ragazzi presenti, sono stati immediatamente diffusi online, scatenando critiche feroci nei loro confronti. Si è subito puntato il dito contro i giovani, accusandoli di incoscienza e dipendenza dai social, ma questo giudizio è miope e ignora fattori più complessi.
Il fenomeno osservato è un esempio classico di errore fondamentale di attribuzione, un bias cognitivo che porta a spiegare i comportamenti altrui in base a fattori interni, come la personalità, ignorando le circostanze esterne. In questo caso, la reazione dei ragazzi è stata attribuita alla loro superficialità, trascurando il contesto di panico e confusione in cui si trovavano, senza una guida adulta. Inoltre, il bias della normalità gioca un ruolo cruciale: in situazioni ambigue, la nostra mente tende a sottostimare il pericolo, interpretando gli eventi come meno gravi di quanto siano realmente.
Anche il bias del senno di poi contribuisce al giudizio pubblico: sapendo l'esito tragico, appare ovvio che scappare fosse l'unica scelta logica, ma per chi era presente, la situazione era tutt'altro che chiara. La società tende a spostare la colpa sugli individui, ignorando responsabilità sistemiche, come la mancanza di misure di sicurezza adeguate e la supervisione degli organizzatori dell'evento.
La vera responsabilità dovrebbe essere attribuita a chi aveva il dovere di prevenire il pericolo e fornire strumenti di tutela. Giudicare le vittime è un meccanismo di autodifesa psicologica che ci conforta, facendoci credere che noi saremmo stati più intelligenti. Tuttavia, l'empatia richiede di comprendere le azioni altrui nelle loro esatte condizioni cognitive ed emotive per migliorare la sicurezza. Incolpare un adolescente che filma è come dare la colpa al termometro per la febbre: non risolve il problema e dimostra una comprensione superficiale della situazione.
Infine, viene sottolineata l'importanza di integrare l'educazione digitale con quella alla sicurezza fisica, adottando un approccio sistemico alla prevenzione delle tragedie. La sicurezza non è un costo, ma un prerequisito fondamentale, e la responsabilità morale degli eventi con minori è assoluta e non delegabile.
In questa Puntata
Un tragico incidente a Cranmontana ha sollevato polemiche sul comportamento dei giovani presenti che hanno filmato l'evento anziché mettersi in salvo. L'analisi si concentra sui bias cognitivi che influenzano il giudizio pubblico e sposta l'attenzione dalle responsabilità individuali a quelle sistemiche, evidenziando la necessità di una migliore educazione alla sicurezza e alla gestione delle emergenze.