AI, COPYRIGHT E FAIR USE: l'America vuole davvero mettere il Copyright al macero? #1590

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 09.09.2026

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In questa Puntata

L'intelligenza artificiale può davvero allenarsi su opere protette senza pagare? Scopri le implicazioni legali e politiche.
Negli Stati Uniti si profila un cambiamento radicale nel modo in cui le intelligenze artificiali possono utilizzare contenuti protetti da copyright per il loro addestramento. Da un lato, c'è la spinta verso un modello in cui le aziende non devono pagare per i contenuti utilizzati, sostenuta dall'amministrazione Trump come modo per favorire l'innovazione americana. Dall'altro, questa scelta potrebbe comprimere i diritti degli autori e minacciare il mercato delle opere creative, creando un divario significativo rispetto alle normative più restrittive dell'Europa.

Il concetto di fair use, una dottrina legale americana, gioca un ruolo cruciale in questa discussione. Permette l'uso trasformativo delle opere, ma la sua applicazione alle intelligenze artificiali solleva questioni complesse. Le cause legali si moltiplicano, con editori e artisti che contestano l'uso non autorizzato delle loro opere da parte di big tech come OpenAI e Google. Queste aziende si difendono equiparando il training al processo di apprendimento umano, una giustificazione che non convince tutti.

In Europa, la situazione è diversa. La direttiva sul copyright del 2019 e l'AI Act impongono obblighi di trasparenza e compensazione per l'uso delle opere protette. La protezione del diritto d'autore è più forte, e l'uso delle AI deve rispettare criteri stringenti. Senza un incentivo economico, la creatività rischia di stagnare, mentre le big tech potrebbero dominare il mercato. La questione resta aperta, con le corti chiamate a decidere il futuro della creatività e dell'innovazione.

🎙️ Ospite: Lucia Maggi, CEO e partner di 42 Law Firm