NIENTE CHATGPT PER LA PA: la Svezia "chiude" la chat agli impiegati... #1610

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La Svezia ha staccato ChatGPT ai suoi ministri. Paura dell'AI? No: è la lezione del Challenger.
Da lunedì 26 ottobre, nei computer di servizio del Regeringskansliet, gli uffici del governo svedese che comprendono i ministeri e l'ufficio del Primo Ministro, ChatGPT e Claude non si aprono più nel browser. Non è un guasto, è una scelta. I modelli restano accessibili attraverso Intric, la piattaforma dell'azienda svedese che a luglio ha vinto la gara pubblica, e secondo Fria Tider solo per alcuni dipendenti. Il direttore del digitale Vetterkrantz lo spiega in termini di sicurezza delle informazioni: usare l'intelligenza artificiale senza un contratto significa accettare regole decise da altri. Un esempio è Claude. Un utente privato che non blocca l'uso delle proprie chat per l'addestramento vede le conversazioni conservate da Anthropic fino a cinque anni invece di trenta giorni. Con un contratto commerciale, come quelli firmati dagli enti pubblici, è l'ente a stabilire memorizzazione, addestramento e limiti. La Svezia non arriva impreparata: blocchi analoghi esistono già all'Agenzia delle Entrate, all'agenzia che gestisce le comunità per giovani e le dipendenze, all'ufficio riscossioni. Trafikverket, l'ente di strade e ferrovie, ha condotto una revisione interna e ha scoperto che nelle chat finivano dati sensibili e che quasi nessuno controllava le risposte. Ad agosto 2025 lo stesso Primo Ministro aveva raccontato a Dagens Industri di usare ChatGPT e il francese Le Chat per avere un secondo parere. Ne era nata una polemica, e il portavoce aveva dovuto precisare che non venivano inseriti contenuti sensibili.

Il rischio vero non sta nel singolo utilizzo, ma nell'accumulo. La sociologa americana Diane Vaughan lo ha chiamato "normalizzazione della devianza", studiando per anni il disastro del Challenger del 28 gennaio 1986. Gli ingegneri della NASA vedevano tornare dai voli le guarnizioni dei razzi laterali leggermente erose. Lo shuttle però rientrava comunque, e così a ogni missione si accettava un po' più di usura. Anomalia dopo anomalia, il difetto diventava normale, senza alcuna malafede, fino all'esplosione. Dopo la perdita del Columbia nel 2003, la commissione d'inchiesta descrisse lo stesso meccanismo come una cintura elastica che si allarga per contenere deviazioni sempre più grandi. Negli uffici pubblici funziona allo stesso modo. Un funzionario incolla una mail nella chat gratuita e non succede nulla. Poi incolla un appunto, poi la bozza di un documento. Il collega lo vede ogni giorno e non trova niente di strano, finché una revisione interna rivela che sono usciti dati che non dovevano uscire.

Stoccolma ha semplicemente stretto la cintura di qualche buco, tutto in una volta, togliendo a ciascuno la possibilità di regolarla a proprio piacimento. Non è un rifiuto dell'intelligenza artificiale, che il governo continua a usare e su cui ha investito. È la decisione di stabilire da quale canale, con quali modelli e con quali limiti passano le carte dello Stato. Fino al 26 ottobre il secondo parere del Primo Ministro transitava dalla stessa finestrella in cui, la sera prima, qualcuno aveva chiesto la ricetta della carbonara con la panna.

Il blocco da solo però non basta. Prima delle policy serve l'inventario: capire cosa usano davvero le persone, perché lo usano e cosa manca negli strumenti ufficiali. Nessuno paga 20 euro al mese per un abbonamento se non ne ricava un beneficio concreto. Senza questa ricognizione l'abitudine si sposta sul telefono personale, e i documenti escono comunque, solo in modo meno visibile. Trafikverket l'inventario l'ha fatto. Negli uffici pubblici e privati in cui nessuno lo fa, la cintura continua ad allargarsi in silenzio, come sul Challenger.