Equifax, una delle principali agenzie di credit rating negli Stati Uniti, è stata vittima di un massiccio attacco informatico che ha compromesso i dati di 143 milioni di americani. Tra le informazioni sottratte figurano nome, cognome, data di nascita e il prezioso Social Security Number, un codice simile al nostro codice fiscale, ma segreto e cruciale per l'identità finanziaria negli USA. Questo furto di dati non solo mette a rischio l'identità di milioni di persone, ma solleva interrogativi su chi dovrebbe proteggere i dati sensibili quando i custodi stessi falliscono.
La vicenda si complica ulteriormente con il ritardo di sei settimane nella comunicazione dell'attacco, durante il quale alcuni manager di Equifax hanno venduto azioni per un valore di circa 2 milioni di dollari. Inoltre, la società ha creato un sito web per aiutare le vittime, ma con termini di servizio che impediscono di partecipare a class action contro Equifax stessa. La situazione ha provocato indignazione e una serie di azioni legali, mentre gli utenti si chiedono a chi rivolgersi per proteggere la propria identità.
Questo incidente arriva in un momento cruciale anche per l'Europa, che si prepara all'entrata in vigore del GDPR. Il nuovo regolamento prevede sanzioni severe per le violazioni dei dati, fino al 4% del fatturato annuo delle aziende coinvolte. Il caso Equifax potrebbe quindi rappresentare un monito per le società di tutto il mondo sulla necessità di rafforzare la protezione dei dati personali. La domanda che emerge è: chi proteggerà i custodi quando falliscono nel loro compito primario?
In questa Puntata
Equifax sotto attacco: 143 milioni di identità rubate. Chi proteggerà i custodi?