Black reputation: un fenomeno che si insinua nel mondo dell'influencer marketing, con offerte fino a 75 mila dollari per screditare un brand concorrente. Questo mercato oscuro sfrutta il negativity bias, un riflesso psicologico che ci spinge a credere più facilmente alle critiche negative rispetto agli elogi positivi. La reputazione negativa ha un impatto devastante, rendendo economicamente vantaggioso per le aziende pagare influencer per diffondere opinioni sfavorevoli sui rivali.
L'attrattiva di pagare un solo influencer di spicco per una campagna di denigrazione è evidente: l'investimento in una cattiva recensione può superare di gran lunga l'efficacia di molteplici recensioni positive. Tuttavia, la legalità di queste pratiche è discutibile. In molte giurisdizioni, potrebbero essere considerate diffamazione online, sollevando interrogativi sulla necessità di regolamentazioni più severe da parte di enti come la FCC americana.
La rivelazione di questa pratica da parte di noti vlogger americani ha sollevato dubbi sulla genuinità delle recensioni negative che popolano la rete. Il fenomeno invita a riflettere sulla necessità di un approccio critico verso i contenuti online, mentre si osserva con interesse se e come le autorità globali interverranno per arginare questo trend pericoloso.
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Quanto vale denigrare un competitor? Scopri il lato oscuro dell'influencer marketing.