Open, il giornale fondato da Enrico Mentana, affronta una crisi d'identità che ne compromette il successo. L'idea di puntare su una redazione giovane e dinamica si scontra con la necessità di avere un posizionamento valoriale chiaro e distintivo. L'assenza di esperienza e la dipendenza dal nome di Mentana non bastano per competere con le grandi testate. In un panorama mediatico dove il purpose marketing e i valori identitari sono cruciali, Open manca di un'identità forte che possa attrarre un pubblico fedele.
Il modello di business di Open, basato su investimenti iniziali senza un chiaro ritorno economico, è insostenibile nel lungo termine. Gli investitori, attratti inizialmente dalla novità, richiedono risultati concreti in termini di traffico e engagement. Tuttavia, senza un valore distintivo e con un'informazione spesso superficiale e clickbait, il giornale rischia di perdere credibilità e interesse. La sezione di fact-checking, guidata da Puente, rappresenta l'unico vero punto di forza, offrendo contenuti di qualità basati su verità e correttezza.
Open deve imparare dalle testate che hanno saputo costruire una community attorno a valori condivisi. Esempi come Jacobin, Il Post e Valigia Blu dimostrano che un progetto identitario può funzionare, soprattutto quando si riesce a coinvolgere gli stakeholder in un processo partecipativo. Per Open, il futuro dipende dalla capacità di mappare i propri stakeholder e di offrire un prodotto che non solo informi, ma che rispecchi i valori e le aspirazioni del suo pubblico.
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Perché Open non decolla? Scopri i veri problemi dietro il giornale di Enrico Mentana.