"The Social Dilemma", il documentario di Netflix diretto da Jeff Orlovsky, esplora l'economia dell'attenzione e la dipendenza dai social network. Utilizzando una narrazione romanzata, il film mette in luce i meccanismi che trasformano le piattaforme social in strumenti di manipolazione. Tuttavia, queste rivelazioni, per molti esperti del settore, risultano già note e consolidate, sollevando dubbi sull'efficacia del documentario nel portare nuove consapevolezze.
Matteo Flora critica il documentario per le sue semplificazioni e per il mancato approfondimento di temi cruciali, come le implicazioni etiche e le possibili soluzioni normative. La breve apparizione di Shoshana Zuboff, figura di spicco nello studio del capitalismo della sorveglianza, viene vista come un'occasione sprecata per offrire una visione più incisiva. Il documentario, pur essendo un'introduzione efficace per i non addetti ai lavori, rischia di non aggiungere nulla di nuovo a chi è già immerso nel mondo digitale.
La conclusione del documentario, che suggerisce di abbandonare i social network, appare a Flora come una soluzione irrealistica e semplicistica. Egli sottolinea l'importanza di un approccio normativo e di una comprensione più profonda dei meccanismi psicologici alla base della dipendenza digitale. "The Social Dilemma" si presenta quindi come un campanello d'allarme per il grande pubblico, ma lascia insoddisfatti coloro che cercano risposte concrete e innovative per affrontare le sfide del mondo digitale.
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"The Social Dilemma": un'analisi profonda o solo un déjà-vu per chi lavora nel digitale?