Il dolore di chi subisce violenza è spesso amplificato dal tempo che scorre tra l'evento e la denuncia, un periodo durante il quale la vittima lotta contro un muro di vergogna e senso di colpa. Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle, sottolinea come il trauma e l'omertà possano paralizzare, rendendo insormontabile il passo verso la denuncia. In Italia, il Codice Rosso offre 12 mesi per denunciare, ma per molte vittime questo tempo è insufficiente. La questione non è se debbano esserci tempi per la denuncia, ma come il sistema possa supportare le vittime nel loro percorso di accettazione e giustizia.
Le parole di Beppe Grillo, che ha difeso il figlio accusato di stupro, hanno scatenato un'ondata di indignazione. Claudia, una delle tante voci che si sono levate in risposta, racconta il suo percorso di tre anni e mezzo per accettare la violenza subita. Il suo racconto è un potente richiamo alla complessità del trauma e al tempo necessario per elaborarlo. Patrizia Cadau, consigliera del Movimento 5 Stelle, critica la narrazione che colpevolizza le vittime per non aver denunciato immediatamente, sottolineando che ogni percorso di guarigione è unico e che la società dovrebbe sostenere le vittime, non giudicarle.
Il movimento #IlGiornoDopo, nato per sensibilizzare sul tema, evidenzia come la sopravvivenza a uno stupro non sia un percorso lineare. Valentina Rigano e altre sopravvissute condividono storie di silenzio e riscoperta di sé, dimostrando che il trauma non scompare con il tempo, ma si trasforma. L'iniziativa invita a riflettere su quanto sia diffuso il fenomeno della non denuncia e su come la società possa cambiare la propria percezione, per offrire un supporto reale alle vittime.
In questa Puntata
"Il giorno dopo: perché il silenzio delle vittime di stupro è un grido che nessuno ascolta."