Immagina un sistema in grado di identificare volti in tempo reale attraverso migliaia di telecamere. Non è fantascienza, ma una realtà che il Ministero dell'Interno italiano ha proposto con il sistema Sari Real Time. Tuttavia, il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente bloccato questo progetto, sollevando preoccupazioni su privacy e sorveglianza di massa. La decisione si basa sull'assenza di una norma di legge che legittimi l'uso di tale tecnologia, che potrebbe trasformare la sorveglianza selettiva in un'invasiva sorveglianza di massa.
Il sistema Sari Real Time, sviluppato per identificare in tempo reale persone su una watch list attraverso dati biometrici, è stato fermato prima ancora di essere implementato. Il Garante ha sottolineato che, senza una chiara normativa, l'utilizzo di tale tecnologia è inaccettabile, soprattutto considerando i rischi di misuse e abuse. Questi includono la possibilità di manipolazione del sistema e la creazione di un database di movimenti e presenze di cittadini, che potrebbe essere utilizzato per scopi diversi da quelli dichiarati.
A livello europeo, la discussione si intreccia con le proposte di regolamentazione dell'intelligenza artificiale, che mirano a vietare l'uso di tecnologie di sorveglianza di massa senza adeguate garanzie. Il draft del regolamento europeo prevede restrizioni severe, richiedendo una copertura normativa specifica e limitazioni geografiche e temporali per l'utilizzo di tali sistemi. Questo scenario solleva interrogativi cruciali sul bilanciamento tra sicurezza nazionale e diritti individuali, evidenziando la necessità di una normativa chiara e condivisa.
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