L'Italiano sparito da ChatGPT: chi è e come ha fatto?

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 02.08.2024

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Scopri la prima persona censurata da ChatGPT: un enigma digitale che solleva interrogativi sulla privacy e sulla censura online.
Guido Scorza, un nome che ChatGPT non può pronunciare. Mentre il modello di intelligenza artificiale risponde senza esitazione su altri membri del collegio del Garante della Privacy, il nome di Scorza provoca un errore di sistema. Questa anomalia, scoperta durante una routine di produzione dei contenuti, solleva interrogativi sulla possibilità di censurare nomi specifici nei modelli linguistici avanzati di OpenAI.

La spiegazione più plausibile è che Scorza abbia esercitato il suo diritto alla privacy, richiedendo la rimozione del suo nome dal trattamento dei dati personali da parte di GPT. Questo apre un dibattito sull'applicazione della normativa europea sulla privacy ai modelli di intelligenza artificiale, suggerendo che ogni cittadino europeo potrebbe teoricamente richiedere l'esclusione dai database di LLM. Tuttavia, il metodo utilizzato per bloccare il nome di Scorza si rivela facilmente aggirabile, evidenziando un approccio superficiale alla gestione della privacy.

La possibilità di censurare nomi specifici nei modelli di intelligenza artificiale solleva questioni etiche e tecniche. Il blocco attuale si limita a filtrare le query in partenza, invece di intervenire sui risultati generati, lasciando spazio a semplici stratagemmi per aggirarlo. Questo episodio evidenzia la necessità di una riflessione approfondita sulle implicazioni di tali blocchi, che potrebbero avere un impatto significativo sulla libertà di informazione e sul diritto alla privacy nell'era digitale.