Il garante per la privacy ha chiesto ai provider italiani di oscurare Deep Seek, un'intelligenza artificiale cinese che non rispetta le normative europee sulla privacy. Tuttavia, la richiesta del garante sembra più un invito che un ordine vincolante, sollevando dubbi sulla sua autorità di bloccare l'accesso a piattaforme estere. La questione si complica ulteriormente quando Deep Seek risponde con un rifiuto categorico, sostenendo di non essere soggetta alla giurisdizione italiana.
L'azione del garante solleva interrogativi sulla possibilità di applicare sanzioni penali a una società che non ha una presenza fisica in Italia. La normativa attuale consente all'autorità di trasmettere il caso alla magistratura, ma l'assenza di un reato penale chiaro rende complesso qualsiasi intervento legale. Nel frattempo, l'Agcom si prepara a varare nuove normative sull'accesso dei minori alle piattaforme, che potrebbero fornire un canale alternativo per limitare Deep Seek.
La situazione pone anche una questione di credibilità per le autorità italiane ed europee, che devono dimostrare la loro capacità di far rispettare il GDPR. Mentre il garante cerca soluzioni, i provider italiani sono cauti nel rispondere a richieste non supportate da un quadro giuridico solido, temendo le implicazioni di un precedente che potrebbe compromettere la neutralità della rete.
In questa Puntata
Il garante può davvero oscurare Deep Seek? Scopriamo i retroscena e le implicazioni legali di un caso che scuote l'Europa.