La teoria del "dead internet" suggerisce che la maggior parte del web sia ora popolata da bot e contenuti generati automaticamente, piuttosto che da persone reali. Questa trasformazione è stata confermata da uno studio di Graphite, che ha analizzato 65.000 articoli e scoperto che, dalla fine del 2024, i contenuti generati da intelligenze artificiali hanno superato quelli scritti da esseri umani. Questo cambiamento epocale è stato accelerato dal lancio di ChatGPT nel 2022 e ha portato a un'inondazione di contenuti a basso costo, innescando un fenomeno noto come "content collapse", dove la qualità media dei contenuti crolla mentre la quantità esplode.
Il problema non risiede solo nella produzione di contenuti da parte delle macchine, ma nella scala del fenomeno. L'inquinamento informativo creato dai contenuti generati dall'AI rende difficile distinguere tra informazione autentica e disinformazione, creando un terreno fertile per truffe e propaganda. Inoltre, il valore economico della scrittura si sposta dalla creazione alla validazione dei contenuti, rendendo fondamentale il ruolo di editori e fact-checker umani. Questo scenario porta a un paradosso: mentre siamo sommersi da più informazioni che mai, la nostra fiducia in qualsiasi testo diminuisce, spingendoci a cercare fonti consolidate e a rifugiarci nel bias di conferma.
A livello di policy, la regolamentazione dei contenuti generati dall'AI diventa un incubo. Le piattaforme come Google agiscono come regolatori de facto, penalizzando i contenuti di bassa qualità indipendentemente dall'origine. Tuttavia, il vero cambiamento deve avvenire a livello culturale ed educativo, promuovendo un'alfabetizzazione critica ai media e incentivando la ricerca di autenticità e qualità. In un mondo dominato da click e attenzione, la sfida è riconoscere e valorizzare il contenuto di qualità, che diventa sempre più difficile da trovare.
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Il web è morto? Scopri come l'intelligenza artificiale sta trasformando Internet in uno zombie digitale.