MORTE E MACARENA: quando le morti sono un videogioco e un meme #1534

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 28.02.2026

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La guerra è diventata un meme? Scopri come i conflitti si trasformano in intrattenimento digitale.
Immaginate di essere nel Colosseo, con due gladiatori che si affrontano, ma al posto del sangue vedete numeri fluttuanti sopra le loro teste, mentre un imperatore virtuale vi chiede di mettere like per decidere il destino dei combattenti. Questo scenario, che sembra uscito da un episodio di Black Mirror, è in realtà una cronaca del 2026. La guerra ha cessato di essere una tragedia per diventare un meme, confezionata con la stessa estetica di un balletto di TikTok. La ristrutturazione cognitiva della realtà ha trasformato i reportage di guerra in spettacoli digitali, con una narrativa bellica che ha radici profonde, risalenti alla prima guerra del Golfo del 1991, nota come la guerra CNN.

L'evoluzione della guerra come intrattenimento è proseguita con il video "Collateral Murder" di Wikileaks nel 2010, che mostrava l'interfaccia videoludica dei piloti Apache. Oggi, nel 2026, questo è diventato il format ufficiale della comunicazione della Casa Bianca. L'uso di droni e la cosiddetta "PlayStation Mentality" hanno contribuito a questa trasformazione, dove non solo i soldati vivono la guerra come un videogioco, ma anche i cittadini sono invitati a farlo. La comunicazione di crisi e le campagne elettorali si sono fuse, rendendo irrilevanti le normative precedenti sulla violenza delle piattaforme.

La Casa Bianca ha adottato i meme come dottrina militare ufficiale, trasformando la guerra in un contenuto da scrollare sui social media. La gamification della guerra ha reso la violenza di Stato un semplice intrattenimento, con video che ottengono milioni di visualizzazioni e engagement sui social. Questo fenomeno è alimentato dalla disintermediazione istituzionale, dove le risposte ufficiali alle critiche diventano meme stessi. La trasformazione della guerra in un gioco porta a una pericolosa ipernormalizzazione, dove l'assurdo diventa la nuova normalità, e la guerra viene percepita come meno reale della simulazione digitale.