AUTISTICI/INVENTATI: non è "terrorismo", è SOVRANITÀ. E dobbiamo parlarne. #1587

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 30.08.2026

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In questa Puntata

Gli Stati Uniti mettono un collettivo italiano nella lista dei terroristi: sovranità digitale a rischio?
Il governo americano ha inserito il collettivo italiano Autistici Inventati nella lista delle organizzazioni terroristiche, utilizzando lo stesso strumento giuridico impiegato per Al Qaeda. Questo atto, basato su un ordine esecutivo e non su una sentenza giudiziaria, solleva interrogativi sulla sovranità digitale e sull'ingerenza statunitense nelle infrastrutture tecnologiche globali. Secondo il documento del Dipartimento del Tesoro, il collettivo gestisce un'infrastruttura che supporta attività antifasciste in tutto il mondo, con numeri impressionanti: 16.000 caselle di posta elettronica, 10.000 blog, 5.500 mailing list, e 1.500 siti. Tuttavia, la designazione non distingue tra utenti innocenti e potenziali terroristi, sollevando dubbi sulla legittimità e sull'equità del provvedimento.

L'inclusione nella lista comporta che nessun soggetto americano possa fornire servizi al collettivo, influenzando non solo lo spazio server, ma anche domini e pagamenti. Il blocco dell'infrastruttura digitale colpisce indistintamente tutti gli utenti, indipendentemente dalla loro attività. L'effetto è simile a quello di chiudere il montante dell'acqua di un palazzo per punire un solo inquilino, lasciando a secco tutti gli altri. Questa misura ha già portato alla disattivazione del dominio autistici.org, poiché il registro americano ha imposto un blocco che impedisce al sito di essere trovato su internet.

La questione va oltre il singolo caso, toccando principi fondamentali come la libertà di espressione e la privacy online. Il criterio utilizzato dagli Stati Uniti per giustificare l'azione contro Autistici Inventati potrebbe, infatti, essere applicato a qualsiasi servizio che offre cifratura e anonimato, mettendo a rischio chiunque lavori nel campo della sicurezza digitale. La mancanza di una distinzione chiara tra legittimo utilizzo della tecnologia e complicità in attività criminali lascia il potere decisionale nelle mani di un'unica autorità, sollevando preoccupazioni sulla sovranità digitale e sui diritti degli utenti di internet in tutto il mondo.