NAZA E PROPAGANDA: Guerra Cognitiva e come Israele sta comperando la tua attenzione... #1608

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 21.10.2026

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In questa Puntata

Cerchi il film "Naza" su Google e trovi il controfilm pagato da Israele. Benvenuti nella guerra cognitiva.
Dal 15 ottobre chi cerca su Google come vedere "Naza", il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor premiato a Venezia, trova in cima ai risultati annunci che promettono "il film completo" e "il vero trailer". L'inserzionista non si nasconde: è l'agenzia pubblicitaria del governo israeliano, la stessa che negli stessi giorni recluta ufficiali per il Mossad. Il link però porta a "Naza The Real Story", un controdocumentario di 49 minuti firmato da Ariel Averbuch, Roy Danino e Hagai Gutman, girato anch'esso sui tetti e con militari dell'intelligence, ma pensato per smentire l'originale. Il film vero raccoglie le testimonianze anonime di 24 ufficiali che raccontano come si calcolava in anticipo il numero di civili uccisi da ogni bombardamento su Gaza. Il titolo viene da "nezek agavi", il termine militare ebraico per danno collaterale. L'IDF ha respinto tutto con dieci pagine di replica. In Italia il film ha incassato quasi 5 milioni di euro ed è arrivato primo al botteghino davanti ad Avengers. Online sarà disponibile solo a fine novembre, coprodotto dal Guardian, e fino ad allora la ricerca resta senza una risposta ufficiale.

Il dominio nasadocumentary.com nasce il 16 settembre, pochi giorni dopo il premio, registrato su Cloudflare con proprietario oscurato. Secondo la Wayback Machine, all'inizio imitava il sito ufficiale con i nomi dei registi e le proiezioni. Dal 30 settembre diventa la vetrina del controfilm, affiancata da due siti "fratelli" che si presentano come guide imparziali. Il contatore dichiara 43 milioni di visualizzazioni, contro le 130.000 del film completo su YouTube. Le campagne partono il 7 ottobre in inglese e il 15 si moltiplicano in sette lingue, con almeno 17 annunci verso lo stesso sito. Ogni mossa corrisponde a una tecnica del DISARM Framework, il catalogo delle operazioni di disinformazione usato dagli analisti europei, cugino del MITRE ATT&CK:
- **sfruttamento del vuoto di dati** (T0102.003);
- **dominio sosia** (T0149.003);
- **keyword squatting** (T0149.006);
- **acquisto di annunci mirati** (T0018), che porta in cima anche la parola "vero".

Il metodo non è nuovo. Madonna nel 2003 riempì Kazaa di finte copie di American Life. MediaDefender seminava file esca per conto di discografici e Hollywood e nel 2007 lanciò MiiVi, un finto sito pirata. Israele stesso lo ha già usato: nel 2024 Wired documentò annunci governativi in cima alle ricerche sull'UNRWA, nel 2025 la campagna per l'Eurovision in 35 paesi. Gli annunci chiudono sempre con "decidete voi". Lo scopo non è dimostrare che il film di Venezia mente, ma far trovare a chi cerca due "Naza" ugualmente legittimi, così che tutto si riduca a una questione di opinioni. È il sesto dominio, quello cognitivo, che lo studio NATO di François du Cluzel propone di trattare come campo di battaglia accanto a terra, mare, aria, spazio e cyberspazio.

Le regole non fermano nulla. Google cataloga la campagna come "Arti e intrattenimento" e il blocco sulla pubblicità politica nell'UE non scatta: il regolamento europeo, all'articolo 3, considera attori politici partiti, candidati e governi degli Stati membri, non quelli extra-UE. Resterebbe la policy di Google contro la rappresentazione ingannevole, ma sul caso UNRWA l'azienda aveva già risposto che conta soprattutto non mentire su chi paga. Gli annunci restano attivi. Tutto questo è visibile solo grazie all'archivio di trasparenza imposto dalla normativa europea. Il film scomodo, una volta, si vietava. Oggi lo si lascia uscire e se ne compra il nome. La difesa cognitiva va fatta prima: presidiare nomi, domini e ricerche, e occupare i vuoti prima che lo faccia un avversario.