874. Aruba, il data breach e le scuse fatte male...

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 18.07.2021

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In questa Puntata

Le scuse peggiori? Quelle che cercano di ingannarti. Scopri come un data breach diventa un capolavoro di oscurantismo.
Un recente comunicato di scuse da parte di Aruba, relativo a un data breach avvenuto ad aprile, rappresenta un esempio lampante di come non gestire una comunicazione di crisi. Invece di affrontare l'accaduto con trasparenza, il messaggio cerca di minimizzare l'incidente e nascondere la gravità della situazione dietro a parole confuse e mezze verità. Il comunicato, inviato via email, non menziona chiaramente che terzi hanno avuto accesso ai dati dei clienti, limitandosi a rassicurare che nessun dato è stato cancellato né alterato. Questa omissione rappresenta una grave mancanza di trasparenza e responsabilità.

L'analisi del comunicato evidenzia tre principali "supercazzole" che tentano di sviare l'attenzione dal problema reale. La prima riguarda l'obbligo di informare i clienti: il comunicato lascia intendere che l'informazione sia un atto di cortesia piuttosto che un obbligo legale. La seconda supercazzola fa leva sull'aumento globale degli attacchi informatici, come se questo giustificasse la mancanza di adeguate misure di sicurezza. Infine, il comunicato evita di affrontare la questione cruciale della confidenzialità dei dati, concentrandosi su integrità e disponibilità, lasciando intendere che non ci sia stata una violazione significativa.

In un contesto in cui la fiducia dei clienti è fondamentale, una comunicazione di crisi efficace dovrebbe seguire un pattern chiaro: esprimere dispiacere, assumersi la responsabilità e proporre soluzioni concrete. Il comunicato di Aruba fallisce in tutti questi aspetti, cercando di nascondere la realtà e di proteggere l'immagine aziendale a scapito della trasparenza. Questo tipo di approccio non solo danneggia la reputazione dell'azienda, ma mina anche la fiducia dei clienti, che si aspettano chiarezza e onestà soprattutto in situazioni critiche.