Clearview AI, la controversa società americana di riconoscimento facciale, è al centro di un'indagine del Garante per la protezione dei dati personali in Italia. L'azienda ha accumulato un vasto database di immagini pescate dai social network, senza mai ottenere il consenso degli utenti. Questo approccio ha sollevato interrogativi sulla legalità delle sue operazioni in Europa, dove il GDPR richiede trasparenza e consenso esplicito per il trattamento dei dati personali.
Nonostante Clearview AI affermi di non operare in Europa, emergono prove che la società abbia offerto servizi dimostrativi gratuiti a soggetti europei, inclusa la polizia italiana. Il Garante italiano ha ordinato a Clearview di cancellare i dati raccolti illegalmente e di interrompere ulteriori raccolte, imponendo una sanzione potenziale di 20 milioni di euro. La società potrebbe affrontare multe simili in altri paesi europei, poiché ciascuna autorità nazionale ha il potere di agire autonomamente.
La questione solleva preoccupazioni più ampie sulla criminalizzazione degli innocenti, poiché i dati biometrici di milioni di persone vengono utilizzati senza il loro consenso. L'uso massiccio di tecnologie di riconoscimento facciale senza adeguate salvaguardie rischia di trasformare ogni cittadino in un potenziale sospetto. Mentre Clearview AI potrebbe contestare la decisione del Garante, il caso evidenzia la necessità di un rigoroso rispetto delle normative sulla privacy per proteggere i diritti dei cittadini.
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Clearview AI sta spiando il tuo volto? Scopri come il gigante del riconoscimento facciale sfida le leggi europee sulla privacy.