Il cuore del dibattito odierno ruota intorno alla legittimità dell'uso dei dati personali per l'addestramento delle intelligenze artificiali. Con l'indagine conoscitiva in corso, si solleva la questione se sia giuridicamente accettabile che i fornitori di AI raccolgano dati personali dalla vasta prateria di internet senza consenso. Questa pratica, che coinvolge giganti come OpenAI e Google, è sotto la lente della task force dei garanti europei, che stanno cercando di determinare se il legittimo interesse possa giustificare tali operazioni.
Parallelamente, si esplora la responsabilità dei gestori di siti internet, che pubblicano dati personali per finalità specifiche, nel proteggere tali dati dall'uso improprio da parte di crawler e spider. L'indagine mira a stabilire se questi gestori debbano adottare misure di sicurezza minime per evitare che i dati siano utilizzati per addestrare algoritmi, una pratica che potrebbe essere considerata illecita se i dati sono raccolti senza permesso.
Il caso di Clearview, dove l'accertamento di una raccolta dati illegittima ha portato alla richiesta di cancellazione di un vasto archivio, serve da monito. Tuttavia, il dibattito è ancora aperto e la comunità è invitata a partecipare attivamente, fornendo feedback e opinioni durante l'indagine conoscitiva. Questo processo, che si estenderà per due mesi, rappresenta un'opportunità per influenzare le future normative sulla protezione dei dati personali nell'era dell'intelligenza artificiale.
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