Il metaverso, un universo virtuale che promette di rivoluzionare il nostro modo di interagire online, è già al centro di discussioni su sicurezza e regolamentazione. Matteo Flora, informatico e docente, ha recentemente esposto alla Commissione Affari Istituzionali del Senato le criticità di questo nuovo mondo digitale, sottolineando come la mancanza di norme tecniche precise lasci ampio spazio a frodi e incertezze. Con un mercato che potrebbe valere 13 mila miliardi di dollari entro il 2030, secondo il rapporto City, le implicazioni economiche e legali sono immense.
Flora ha portato esempi concreti di frodi già avvenute nei metaversi, come la vendita di terreni virtuali da parte di YugaLabs per 320 milioni di dollari in sole 24 ore, o gli attacchi informatici che hanno sottratto centinaia di milioni di dollari a piattaforme come Ronin e Poly Network. Questi episodi evidenziano come l'anonimato e la decentralizzazione possano complicare la giustizia, con reati che attraversano numerose giurisdizioni in pochi secondi.
Un altro aspetto critico riguarda la proprietà intellettuale e la protezione dei dati. Gli NFT, o token non fungibili, rappresentano una nuova frontiera per l'arte e i collezionabili digitali, ma la loro immutabilità sulla blockchain rende impossibile rimuovere contenuti contraffatti. Inoltre, i visori per la realtà virtuale raccolgono dati biometrici che potrebbero essere utilizzati per profilazioni invasive, sollevando preoccupazioni sulla privacy.
Flora conclude proponendo una collaborazione più stretta tra giuristi e tecnici per sviluppare regole e best practice che possano guidare aziende e privati nel metaverso. Sottolinea l'importanza di creare norme sufficientemente tecniche per ridurre l'incertezza e proteggere gli utenti, auspicando che questa volta il metaverso ci trovi più preparati rispetto ad altre rivoluzioni tecnologiche del passato.
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Il metaverso è il nuovo Far West digitale: miliardi in gioco, ma chi protegge i tuoi diritti?