Meta ha accettato di pagare 16,68 miliardi di dollari per chiudere le cause con 47 stati americani che l'accusavano di aver progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza nei minori. È la sanzione più alta mai pagata da un'azienda tecnologica su questioni di privacy dei minori. Tuttavia, il titolo di Meta è salito del 4% in borsa, suggerendo che il mercato ha visto questa multa come un costo accettabile rispetto ai 200 miliardi inizialmente richiesti. Gli avvocati di Meta avevano calcolato scenari ben peggiori, arrivando a ipotizzare sanzioni fino a 1.400 miliardi di dollari. In sostanza, Meta esce "vincente" nonostante la multa, poiché non ha ammesso alcuna colpa e ha chiuso il caso senza un verdetto di tribunale.
L'accordo prevede cambiamenti significativi per la protezione dei minori, tra cui un limite di due ore al giorno per l'uso delle app per chi ha meno di 18 anni, notifiche disattivate durante le ore scolastiche, e un divieto di vendere i dati dei minori per pubblicità. Tuttavia, queste misure si applicano solo negli Stati Uniti, lasciando scoperti gli utenti di altri paesi. Inoltre, Meta ha abilmente legato una parte del pagamento a una condizione: anche TikTok e YouTube devono accettare le stesse regole, mettendo pressione sui concorrenti e proteggendosi da uno svantaggio competitivo.
La strategia di Meta segue un modello già visto in precedenti cause legali, dove l'azienda ha preferito accordi che evitassero deposizioni sotto giuramento e sentenze che avrebbero potuto stabilire precedenti legali. Questo approccio ha permesso a Meta di mantenere un'immagine pubblica intatta e di evitare ammissioni di colpa, trasformando potenziali trasgressioni in semplici voci di costo nei bilanci. La vera vittoria per Meta, quindi, è stata nel controllare la narrativa e nel neutralizzare il conflitto legale a livello globale.
In questa Puntata
Meta paga miliardi per chiudere le cause sulla privacy dei minori, ma chi ha davvero vinto?