453. Il Fascistometro di Michela Murgia è una cagata pazzesca

Ciao Internet su Ciao Internet con Matteo Flora del 06.11.2018

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Il Fascistometro è un test o una farsa? Scopri perché questo nuovo strumento potrebbe essere più dannoso che utile.
Il Fascistometro, lanciato per promuovere un libro, è stato criticato per la sua metodologia superficiale e polarizzante. Ogni risposta data nel test sembra aumentare automaticamente il grado di "fascismo" dell'utente, senza considerare la complessità delle opinioni personali. Questo approccio semplificato tradisce le basi di un'analisi seria, riducendo tutto a slogan e motti che etichettano le persone in modo binario.

Il test utilizza un metodo definito "fascista" per la sua tendenza a semplificare discorsi complessi e a creare divisioni nette. Frasi come "aiutiamoli a casa loro" o "ha fatto anche cose buone" vengono usate per etichettare in modo arbitrario le persone, senza considerare le sfumature delle loro opinioni. Questo riduce il dialogo a una serie di etichette, senza spazio per il dibattito o la comprensione reciproca.

Inoltre, il test rischia di banalizzare il concetto stesso di fascismo. Se tutti risultano un po' fascisti, allora nessuno lo è davvero, sminuendo la gravità storica e sociale del termine. Questa diluizione del significato rende il fascismo meno significativo e più accettabile, creando un pericoloso precedente comunicativo. Infine, il test si conclude con una nota condiscendente, promettendo di insegnare come non diventare fascisti, un atteggiamento che rischia di alienare ulteriormente il pubblico.