Le abitudini degli italiani nel consumo di notizie sono drasticamente mutate con la pandemia. I telegiornali sono diventati la fonte primaria di informazione per il 71% degli italiani, considerati i più attendibili. Anche le fonti governative e i giornali online hanno guadagnato fiducia, mentre i social media restano in fondo alla classifica con solo il 25% di considerazione positiva. La fiducia nelle fonti di informazione varia anche con l'età e l'ottimismo degli utenti, con i baby boomers che si affidano maggiormente ai telegiornali.
Daniele Chieffi, giornalista e docente, sottolinea come la pandemia sia la prima emergenza globale in cui digitale e analogico si fondono, creando un cortocircuito informativo. L'infodemia ha generato una molteplicità di narrazioni pubbliche, costruendo verità alternative e confusione. Chieffi evidenzia la necessità di una comunicazione più coordinata e di un giornalismo che torni a essere interprete del presente, basato su informazioni verificate e attendibili.
Riccardo Luna, giornalista e innovatore, riflette sull'importanza delle competenze nel giornalismo durante la pandemia. L'informazione di qualità, che offre senso e contesto, ha visto un rinnovato interesse, come dimostrato dal successo di articoli approfonditi come quelli di Tomas Pueyo su Medium. Luna critica la mancanza di trasparenza nei media quando commettono errori e sostiene che il futuro del giornalismo risieda nell'onestà e nella capacità di ammettere e correggere gli sbagli, per mantenere la fiducia del pubblico.
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Come il Covid ha cambiato il nostro rapporto con le news: chi possiamo davvero fidarci?