La sorveglianza non è più un tema futuristico, ma una realtà tangibile e pervasiva. L'attuazione del nuovo decreto sui captatori digitali in Italia segna un punto di svolta, ma la questione è dibattuta da anni. L'uso di Trojan di Stato, come nel caso di Jamal Khashoggi ucciso nel 2018, evidenzia come la tecnologia possa essere usata per obiettivi sinistri e non solo per la sicurezza. Il problema è che spesso si ignora ciò che non si vuole vedere, un bias cognitivo che ci rende ciechi di fronte alle violazioni dei diritti umani, sia in Cina con il social score, sia in Occidente con il Patriot Act.
La pandemia ha accelerato la digital transformation, ma ha anche messo in luce la vulnerabilità dei dati personali. Il caso di Jeff Bezos, infettato dallo stesso Trojan usato per Khashoggi, dimostra che nessuno è immune. Mentre ci preoccupiamo di app come TikTok, ignoriamo che i social network americani sono soggetti a richieste silenziose di dati grazie al Patriot Act. La sorveglianza di massa non è una prerogativa cinese; è un fenomeno globale che ci coinvolge tutti.
La vera minaccia è l'uso indiscriminato dei dati per il controllo sociale. La sorveglianza non si limita all'osservazione, ma si estende alla manipolazione delle decisioni attraverso algoritmi, come dimostra il caso di Ofqual nel Regno Unito. Il predictive policing è solo la punta dell'iceberg di un sistema che utilizza i dati per discriminare e controllare. La sfida è comprendere che la nostra privacy è il prezzo da pagare per un modello di business basato sui dati, come evidenziato da Shoshanna Zuboff nel suo libro "Il capitalismo della sorveglianza".
In questa Puntata
"Sai chi ti sta guardando? Scopri come la sorveglianza digitale sta cambiando il nostro mondo."