Il sistema di whistleblowing adottato dalla difesa italiana, basato su Globalix, presenta gravi lacune nell'assicurare l'anonimato dei segnalatori. Nonostante l'adozione di una piattaforma open source progettata per garantire la riservatezza, l'accesso al portale richiede l'uso della carta multiservizio della difesa, compromettendo l'anonimato. Questo approccio solleva preoccupazioni significative, poiché il sistema dovrebbe proteggere chi denuncia irregolarità, anche quando queste coinvolgono enti potenti. Il problema si aggrava considerando che le segnalazioni sono accettate solo da personale della difesa, escludendo potenziali testimoni esterni.
Nel frattempo, TikTok è sotto la lente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per condizioni contrattuali ritenute vessatorie. Le associazioni dei consumatori hanno contestato squilibri nei diritti degli utenti, come la chiusura arbitraria degli account e la rinuncia ai diritti sui contenuti. Sebbene TikTok non abbia ricevuto sanzioni, è stato obbligato a modificare i termini di servizio e a pubblicare un estratto della decisione sui propri canali, segnando una vittoria per la tutela dei consumatori.
Infine, la guerra dei meme tra le ambasciate di Stati Uniti e Russia su Twitter aggiunge un nuovo capitolo alla disinformazione nel contesto del conflitto ucraino. Mentre l'ambasciata statunitense a Kiev utilizza la storia per ridicolizzare le rivendicazioni russe, la controparte russa risponde con sarcasmo, evidenziando la complessità di distinguere tra notizie e propaganda in questo scenario mediatico.
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La tua segnalazione anonima è davvero anonima? Scopri le falle nei sistemi di whistleblowing della difesa.