La Francia aveva deciso di vietare l'accesso ai social media ai minori di 15 anni, un divieto che avrebbe dovuto entrare in vigore a settembre. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha rapidamente annullato questa decisione, sostenendo che il divieto era sproporzionato e violava la libertà di espressione sancita dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 1789. Il divieto avrebbe colpito piattaforme come TikTok, Snapchat e Instagram, lasciando solo deroghe per progetti educativi. La corte ha sottolineato che nessuno ha dimostrato un rischio concreto per giustificare un tale divieto e che non era previsto un meccanismo che consentisse ai genitori di autorizzare l'accesso ai propri figli.
Un altro punto critico sollevato dalla corte riguarda la verifica dell'età degli utenti, che avrebbe richiesto a tutti, compresi gli adulti, di dimostrare la propria età prima di accedere ai social media. Questo, secondo la corte, sarebbe stato una violazione del diritto alla vita privata e avrebbe potuto portare a una schedatura di massa senza garanzie adeguate. La decisione della corte ha portato il presidente Macron a incaricare il premier Le Cornu di riscrivere il testo, con l'obiettivo di una nuova versione entro il 2027. Questo evento mette in luce un problema più ampio e condiviso a livello internazionale: come bilanciare la protezione dei minori online con i diritti fondamentali.
Il caso francese non è isolato; anche l'Australia e il Regno Unito hanno tentato di implementare restrizioni simili, ma con scarsi risultati. In Italia, un disegno di legge simile è in discussione. Tuttavia, il vero problema non è la norma in sé, ma la sua applicazione tecnica: come proteggere i minori senza violare i diritti di tutti gli utenti. La Francia ha dimostrato che una corte costituzionale vigile può fare la differenza, ma la questione è tutt'altro che risolta. Nei prossimi mesi, l'attenzione sarà rivolta alla nuova versione della legge francese e alla risposta dell'Unione Europea con il Digital Services Act e il Digital Fairness Act.
In questa Puntata
La Francia vieta i social ai minori di 15 anni, ma la Corte Costituzionale smonta tutto. Cosa c'è dietro questo clamoroso dietrofront?